Sentiero Digitale Pier Giorgio Frassati

Verso l'alto | Sentiero digitale

PIER GIORGIO
FRASSATI

tappa digitale 1 di 6

La bellezza dell'amicizia
e della montagna

La bellezza dell'amicizia e della montagna (7:53 min)

Ogni giorno che passa mi innamoro perdutamente della montagna: il suo fascino mi attira”. 

Pier Giorgio aveva un trasporto immenso e sconfinato per la montagna; lassù gli pareva di essere più vicino a Dio. Versi, da lui trascritti e dedicati ai suoi monti, erano appesi con le puntine da disegno sulla porta di camera sua e sull’armadio … 

Montagne, montagne, montagne io vi amo” 

Sportivo abile e versatile sciava per divertimento, convinto che da giovani occorre irrobustire il corpo con lo sport “per poterlo adattare alle fatiche della vecchiaia”. Le scalate in montagna e lo sci erano al primo posto delle sue preferenze. 

Ho lasciato la mia anima tra le bianche nevi e spero di ritrovarla bianca il prossimo anno” 

Nel suo zaino non dimenticava mai di mettere la macchina fotografica, permettendo così ad amici e famigliari di ammirare splendide vedute, paesaggi, momenti di gioia e di raccoglimento spirituale.  

Con impetuosità giovanile, Pier Giorgio affrontava le cime e quando le conquistava: 

… sempre più desidero scalare i monti, guadagnare le punte più ardite; provare quella gioia pura che solo in montagna si ha

Son tanto belle le nostre Alpi che ci starei dei mesi interi, se non avessi altre preoccupazioni”

Aldo Pellisier, esperta guida, negli anni cinquanta ricordava quel giovane agile e senza paura, entusiasta degli spettacoli naturali per i quali ringraziava Dio ad alta voce.

Oh, come le opere di Dio sono grandi e meravigliose” 

Ricorda il pittore Facchetti:

Gli si leggeva negli occhi la gioia di vivere, il cuor contento, la visione delle alte vette scintillanti al sole, delle scivolate pazze giù nei pendii scoscesi, nel silenzio solenne, dove le grida di gioia echeggiano per le vallate sterminate, sotto i bei cieli diafani, dai colori vivi, dalle albe e dai tramonti di fuoco. Ma più ancora gli si leggeva in volto la gioia per la vita semplice, sana, aspra; la gioia della fatica …”.

Scrive all’amico Antonio Villani da Torino il 9 luglio 1923:

Carissimo Tonino, ieri sono stato a 3.500 a respirare un po’ di aria buona. Domenica poi è stata una di quelle giornate magnifiche e dal ghiacciaio il mio pensiero è corso agli amici lontani, li avrei voluti tutti qui a godere con me quello spettacolo meraviglioso”. 

Nella sua ultima scalata (ne realizzò in tutto 44 di cui 39 negli ultimi 4 anni di vita) alle Lunelle di Lanzo, datata 7 giugno 1925, P G scrisse sulla straordinaria fotografia che lo ritrae arrampicato a una roccia nell’intento di conquistare la vetta e con lo sguardo rivolto in su: 

Verso l’alto

Un’altra dimensione che caratterizza Pier Giorgio è l’amicizia. 

Ecco cosa ricordava la sorella Luciana:

Si può essere amici di uno, di due, di tre … Pier Giorgio era amico di tutta la banda musicale di Pollone. Lucinda Coda Zabetta ricorda che suo fratello le diceva che Pier Giorgio pagava la birra a tutta la banda musicale di Pollone e teneva gran compagnia ai musicanti … compagnone, amico come sempre, passava alcune delle sue ore a Pollone  

Pier Giorgio era particolarmente legato alle amiche e agli amici della Fuci. All’epoca c’erano due circoli diversi, ma ragazzi e ragazze si incontravano. Trascorrevano insieme anche il tempo libero, un tempo di qualità: di grande allegria, ma di profondissimo rispetto, in cui c’era anche la preghiera comune, di cui Pier Giorgio era spesso trascinante. 

Nella vita terrena dopo l’affetto dei genitori e sorelle uno degli affetti più̀ belli è quello dell’amicizia: ed io ogni giorno dovrei ringraziare Dio perché́ mi ha dato amici così buoni ed amiche che formano per me una guida preziosa, per tutta la mia vita. 

Nel 1924, con alcuni amici, fonda e scrive lo statuto (foto) della “Società o compagnia dei Tipi loschi”: vanno in montagna, fanno le gite … si divertono. In questa esperienza, Pier Giorgio è trascinante. 

Allegria,  buona compagnia, ma anche forti legami spirituali. 

Il 25 gennaio 1925 scrive all’amico Marco Beltramo:

Carissimo,
la pace sia nel tuo animo, ecco l’augurio per questo Anno Santo; ogni altro dono che si possegga in questa vita è vanità, come vane sono tutte le cose del mondo. Bello è vivere in quanto al di là v’è la nostra vera vita. (…)

Nel mondo che si è allontanato da Dio manca la Pace, ma manca anche la Carità, ossia l’Amore vero e perfetto. Forse se san Paolo fosse da tutti noi più ascoltato, le miserie umane sarebbero  forse un po’ diminuite. 

La bella amicizia che c’è tra loro, si vede nelle lettere che si scrivono: c’è una grande attenzione gli uni verso gli altri, arrivando anche a chiedere di pregare gli uni per gli altri. Una bella dimensione che aggiunge qualità alla loro amicizia. 

All’amico Isidoro Bonini scrive il 28 dicembre 1924:

Carissimo,
Sto leggendo il romanzo di Angeloni “Ho amato così”  (…) credi provo delle emozioni perché sembra la storia del mio amore (…) Ti esorto a pregare affinché Iddio dia a me la forza cristiana di sopportare serenamente ed a lei ogni felicità e la forza di giungere al fine per cui siamo stati creati.

Sempre a Isidoro Bonini scrive il 15 gennaio 1925: 

Le amicizie terrene producono al nostro cuore dolori per l’allontanamento di coloro che amiamo, ma io vorrei che noi giurassimo un patto che non conosce confini terreni né limiti temporali: l’unione nella preghiera.